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La guerra che non vediamo davvero. È uscito il libro di Alessio Poggioni (e noi ci abbiamo parlato)

Tutto quello che sappiamo da qui dell’Ucraina sta (un po’) nel racconto dei Tg e (molto) nel dibattito su che cosa voglia dire la pace, tanto da essere divenuto il vero punto divisivo all’interno dei poli per le elezioni politiche 2028. Per questo – oltre che importante – ci pare necessario spostare lo sguardo dai combattimenti alle esistenze che il conflitto ha trasformato. Per capire. E siamo fortunati, lo ha fatto in questi anni il giornalista toscano Alessio Poggioni.

Che ha scritto “Terra sospesa. Voci e storie dall’Ucraina in guerra” (Mauro Pagliai editore), dove quella guerra è raccontata da chi la vive lontano dal fronte, dove le bombe non arrivano ma le loro conseguenze attraversano ogni giornata. Madri che hanno perso i figli, mogli che aspettano notizie dei mariti, famiglie costrette a rifugiarsi nelle cantine, comunità che cercano di conservare un frammento di normalità. Sono le voci raccolte nei territori dell’Ucraina sud-occidentale, al confine con la Romania, lontano dalle zone più raccontate dai media, ma non per questo risparmiati dalla guerra.

Il libro nasce da due viaggi, nel 2023 al seguito di una missione umanitaria della Croce Viola e nel 2024 durante la realizzazione del documentario Hung Land. Da quegli incontri Poggioni – che tra l’altro vive a Prato – ha ricavato un reportage che intreccia le trascrizioni integrali delle interviste al racconto dei luoghi e delle persone incontrate. Tra le storie c’è quella di Maria, contadina che ha perso il figlio ventunenne Nykola, e quella di Marina, fuggita da Mariupol dopo aver trascorso un mese in una cantina con i figli, mentre il marito era al fronte. Lo abbiamo intervistato e ci è sembrato così interessante che lo rifaremo pubblicamente alla libreria Giunti al Punto, a Prato, il prossimo 17 ottobre. Ascolta la nostra chiacchierata.