Di seguito il racconto vincitore ed il secondo classificato nella competizione di scrittura creativa dal vivo “L’ora segreta del desiderio”. La gara si è svolta al giardino Buonamici sabato notte – 6 giugno, nel corso di Seminare idee – mettendo in gioco le menti di decine e decine di persone. Per almeno un’ora sono diventati scrittori, interrogati sul tema dell’oscurità del desiderio. La giuria popolare del pubblico e quella di qualità hanno infine decretato la vittoria di Daniele Bartali, che l’ha spuntata all’ultimo tuffo su Dario Marzocco.
Un plauso a tutti coloro che hanno partecipato contribuendo al clima magnifico che si è instaurato. Le illustrazioni dei due racconti sono state gentilmente realizzate da Niccolò Storai, cui va per questo la nostra gratitudine.
La verità più amara
Il racconto vincitore de ‘L’ora segreta del desiderio’
di Daniele Bartali
Roberto mio, quante ce ne siamo dette? Ci siamo stuzzicati per anni. Il mondo ci vedeva antagonisti, intrappolati nelle nostre bolle. Le idee ci dividevano e il resto, lo sai, lo hanno fatto gli altri. Forse ci hanno allontanato più di quanto volessimo, ma che importa: mi sento così stupido a scriverti queste cose.
Lo sai qual è la verità più amara?
Che di te non conservo proprio niente di conflittuale, né le frivole polemiche che firmavo su Libero, né i processi a cui sceglievo di non comparire. Io di te ricordo il petto villoso e la voce profonda.
La verità più amara, Roberto, è che ti amo. Sappi che se chiedo che ti tolgano la scorta è perché ti voglio tutto per me, una volta per tutte.
Tuo, Matteo Salvini.

Per non essere soli
Secondo classificato de ‘L’ora segreta del desiderio’
di Dario Marzocco
La lezione del giorno era sull’impronta umana e animale: quando sei talmente piccolo che non sai nemmeno che forma hanno i tuoi piedi, hai le piante dei piedi blu e una zampa di gallina in mano, e la prima cosa che fai è correggerla col dito per farla uguale a quella del tuo migliore amico.
Non sai cosa desideri: non sai quale piede ha la forma “giusta” perché nessuno te lo ha spiegato, nessuno ti ha detto quale deve essere la tua faccia o quanto dovrà essere lungo il tuo organo genitale. Sai solo che vuoi essere uguale a loro, perché quella è l’unica casa sulla faccia della terra che non ti farà sentire solo, non sei solo oggi e non sarai solo domani a scuola con i piedi piatti. E forse l’oscurità più profonda non è un’impronta incerta sulla tua strada, ma doverla percorrere da soli.

