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Le storie che ci tengono insieme: com’è andato il debutto di una comunità

Ci sono momenti in cui un progetto smette di essere solo un luogo virtuale e diventa, finalmente, un dibattito vivo, una serie di volti e storie.  Troppa Trama – 24 ore insieme a Pratosfera, è stato esattamente questo: non un evento, ma un attraversamento. Un esperimento. Forse anche un rischio, che ha ripagato tutte le nostre aspettative.

Lo scorso weekend abbiamo provato a rappresentarci nelle nostre contraddizioni, nelle voci che hanno animato sino ad oggi questa avventura. Abbiamo cominciato venerdì sera, al Caffè Poirot, con il dj set di Ed Amorosi: non solo musica, ma un modo per dire che una comunità si costruisce anche anche (re)stando insieme senza dover spiegare tutto.

Poi è arrivato il sabato. E qui è successo qualcosa di ancor più raro.

Abbiamo parlato di informazione e territorio, di come farlo vivere con sempre maggiore autenticità e consapevolezza nello storytelling. Assieme a Giulio Bartolini di Scomodo, Asia Neri di Lungarno e Andrea Montigiani di Tif media, abbiamo cercato un confronto sui punti di partenza. Diletta Magni ha portato lo sguardo di Pratosfera su questo orizzonte e abbiamo scoperto che opportunità e problemi dell’editoria sono patrimonio comune: su cui continuare a confrontarsi. Assieme alla direttrice di Controradio Chiara Brilli, all’architetto Cosimo Balestri, all’assessore fiorentino alla mobilità Andrea Giorgio, abbiamo fatto un’altro miglio di questo ragionamento, anche alla luce delle riflessioni – quelle di Elia Guastini – che attraverso (L)overourism affrontano questo tema sul portale.

Perché le città non sono mai neutre: sono narrazioni in conflitto. C’è stato spazio per le domande più urgenti — quelle sull’intelligenza artificiale e sull’educazione, quelle sulle periferie — e per quella più necessaria: che immaginario ci resta, oggi, per raccontare il presente tra le arti: la musica, la letteratura, il cinema. Elena Carcione (musica Mestra), Luca Landi, Arianna Colzi (Segnalibro) e Luca Barni (Circo Barni) hanno provato a dare risposte in questo senso, così come la giornalista Carolina Natoli ha cercato di indagare il rapporto tra Ia e istruzione rispetto alle risposte di Arianna Ciracò – AiAiAi – Enrico Serpieri (save the Children) e Francesco Capezio (Itis Meucci Firenze).

Non è finita qui. Ci sono stati dialoghi veri, come quello tra studenti stranieri che vivono a Prato ogni giorno, e riflessioni su quella “città che non vedi”, fatta di margini, fragilità, diritti (da riconoscere). La sinologa e docente di Comunicazione del Pin Ilaria Mundula – autrice di PostiCini per Pratosfera – ci ha accompagnato nel dialogo illuminante con l’antropologo Yu Zezehng, il direttore della new Heaven Kevin Murphy e Marco Badiani (Flod, The Florentine).  E ancora: Sara Mazzoncini (Dentro), la garante dei detenuti Margherita Michelini e Luca Corina (DeKlassata), interrogati dal giornalista Paolo Ceccarelli (Neto Express).

E poi l’ironia: un podcast live con Ines Ouasif, Giada Ciuffatelli (Sottobosco), ancora Arianna Colzi e Franco Legni (Qualcosa di divertente che non farò mai più). La musica dal vivo – da brividi – con Il Punto. E infine la dimensione del gioco: la roulette letteraria, dove le parole sono tornate a essere gioco, sorpresa, rischio. Filippo Romei, Francesca Hartmann, Beatrice Villani, Shalini Stumpo, Pietro Battaglia, Andrea Petrella, Federica Lucarelli, Cosimo Mazzoni e Sandro Battaglia ci hanno fatto da Cicero sino agli inferi della notte.

Attorno, continuamente, altre presenze: i libri, l’arte che si sfida, i tarocchi.

Troppa Trama non è stato certo un titolo casuale. È una dichiarazione. Perché oggi il problema non è la mancanza di storie, ma il contrario: siamo sommersi. E allora la domanda è una sola — chi le tiene insieme? Per 24 ore la risposta ha provato a darla Pratosfera. Non da sola, ma insieme a tutti quelli che sono venuti a conoscerla di persona e che la frequenteranno in futuro.

Ps: Grazie a chi sarebbe voluto esserci e non ha potuto – ci vengono in mente almeno due autori, Federico Vergari  e Fausto Bagattini -, grazie a Poirot e Ofelia, grazie alla grafica di Paolo Valdinoci, grazie a Emanuele Riccobono, a Giulio Venturini degli Esposti, a Sandra e Niccolò al bookshop, a Sara Apostoli e alla sua cartomanzia, a Giorgia Antonaccio e Matteo Lignelli per aver messo insieme tutti i pezzi del puzzle.

Ci teniamo a ringraziare il Comune di Prato e la Provincia di Provincia di Prato per il patrocinio concesso all’evento.

Un ringraziamento speciale anche a Intesa Sanpaolo, che ha creduto in questo progetto e lo ha reso possibile in qualità di sponsor.

Alcune foto di Troppa Trama, ph. Giulio Venturini degli Esposti