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Il sottobosco/4 Fuoricampo

Quante immagini vediamo in un giorno? E quante realmente osserviamo? Fuoricampo nasce a Prato nel maggio 2024, quando alcuni membri decidono di staccarsi da una precedente associazione per intraprendere un percorso autonomo, libero da vincoli e aperto alla sperimentazione. L’idea non è quella di creare un semplice foto club, ma uno spazio dinamico in cui diverse forme espressive possano convivere: fotografia, video, parola, ricerca. Oggi il collettivo conta circa trenta soci, un numero cresciuto rapidamente grazie all’entusiasmo condiviso e alla voglia di costruire qualcosa di nuovo per la città.

Ciò che ha spinto persone come Ginevra a unirsi al progetto è stato proprio questo: la possibilità di ritrovarsi, dopo le giornate di lavoro, per portare avanti iniziative comuni. Non è solo produzione artistica, ma è anche condivisione, confronto e crescita collettiva. Un modo per fare qualcosa insieme, dentro la città e per la città. Fuoricampo si inserisce nel tessuto urbano di Prato con l’intenzione di restare accessibile, lontano dall’idea di un circolo esclusivo. Non cerca strutture rigide: l’autonomia è una scelta precisa, che permette al gruppo di muoversi liberamente e di sviluppare progetti coerenti con la propria visione.

Tra le iniziative più recenti c’è una rassegna dedicata alle periferie, affrontate non solo come spazi geografici ma come luoghi di relazione e identità. Il progetto, intitolato “Filosofia dell’abitare”, esplora il rapporto tra interno ed esterno, trasformandosi in un’indagine anche antropologica. Da qui nasce, ad esempio, un reportage sulle persone che vivono nei pressi del raccordo anulare di Roma. Interessante è anche il modo in cui il collettivo guarda a Prato: non una città con periferie definite, ma uno spazio policentrico, fatto di molteplici nuclei e identità. Questo sguardo si riflette nei loro lavori, sempre attenti a cogliere le sfumature dei contesti urbani e sociali.

Il gruppo non si limita alla fotografia. Tra i progetti in corso c’è “Cantiere aperto”, un’iniziativa in fase di sviluppo che potrebbe ampliarsi con il supporto di finanziamenti futuri, e la realizzazione di un documentario. Alla base di tutto c’è un’idea chiara: non considerarsi mai arrivati. Fuoricampo si definisce attraverso una ricerca continua, il confronto con nuovi artisti e l’approfondimento costante dei temi affrontati. Ogni progetto nasce da uno studio condiviso, in cui competenze diverse si intrecciano e contribuiscono alla crescita del gruppo.

Quella che loro stessi chiamano “ossessione del raccontare” è il motore principale. In un’epoca in cui le immagini scorrono velocemente e vengono consumate in pochi secondi, Fuoricampo rivendica la necessità di fermarsi, osservare e andare oltre lo scatto. La fotografia diventa così un mezzo, un punto di partenza per indagare storie più profonde e complesse.

Dall’esperienza nel collettivo, Ginevra racconta di aver imparato soprattutto a non perdere le proprie passioni e a credere nelle proprie idee. Raccontare, ma anche ascoltare: perché ogni storia, prima di essere narrata, va accolta.

Per chi volesse entrare in contatto con il collettivo o seguirne le attività, è possibile scrivere a: info@collettivofuoricampo.it