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1. CAPANNO DISCHI

Capanno Dischi

Il sottobosco a volte si nasconde anche nei luoghi più affollati: se di notte è il centro della movida pratese, di giorno il Capanno 17 ha una vita parallela. Abbiamo incontrato Tiziano Nieri e Camilla Fiaschi, che seguono l’amministrazione di una piccola etichetta discografica nata due anni fa e cresciuta esattamente tra queste mura. Abbiamo toccato con mano il loro ultimo prodotto maturato nel 2025 e pubblicato a gennaio 2026: “Breve cronaca familiare fino allo scoppio della pandemia mondiale” di Ganugi.

Spinti dalla passione per la musica dal vivo, la caratteristica della loro etichetta è quella di registrare solo in presa diretta.

La registrazione avviene lì, senza editing spropositati, effettistica o utilizzo di campionamenti digitali. La pista del club viene trasformata in una grande sala di registrazione, con strumenti ricercati e uno studio approfondito del suono.

Il fonico Alessio “Il Secco” Burberi ha contribuito a rendere lo spazio funzionale per la registrazione, mantenendo comunque il riverbero caratteristico del posto.

I musicisti suonano contemporaneamente come in un concerto. Le vibrazioni sono reali. La loro è una ricerca di autenticità. Per questo motivo, gli album vengono poi realizzati in vinile, un oggetto che ha un valore emotivo concreto e che sostiene l’artista.

Il momento della registrazione viene anche documentato tramite video, caricati su YouTube per la versione integrale o tramite social per la promozione. Il posto non viene stravolto: si riempie di strumenti e luci, ma rimane uno spazio vissuto, con posacenere pieni di sigarette e birre aperte.

La comodità della presa diretta è anche dovuta al fatto che un album può essere registrato in soli tre giorni.

Ciò che li ha portati a far nascere gli album nella vera casa dell’etichetta è il legame affettivo che si è creato con quest’ultima. La live session ha la particolarità di poter essere registrata potenzialmente ovunque, ma la confidenza che si è creata al Capanno fa sentire i musicisti a casa, a differenza del sound “sterile” da studio.

L’ostacolo più grande è stato quello di promuovere il loro primo progetto: l’EP “Aurelia” dei Mario Mario. L’industria musicale è satura di colossi e spesso un’etichetta indipendente fatica a emergere, ma la bravura e il successo del primo tour della band hanno confermato la validità di Capanno Dischi.

Lavorare dietro le quinte e far emergere il duro lavoro che si cela dietro la costruzione di un album ha creato intorno all’etichetta una community musicale in contrasto con la realtà di oggi: lontana dalla sterilità e dalla digitalizzazione, e vicina ai corpi e ai cuori degli artisti.