Per un cinema fuori norma.
Per prima cosa vorrei ringraziare Giorgio e la Redazione di Pratosfera per aver pensato a me come curatore di questo approfondimento cinematografico mensile, soprattutto perché l’intenzione è stata fin da subito quella di cucirmi addosso la rubrica, dandole anche il mio nome. In principio mi pareva troppo e abbiamo provato a cercare qualcosa che non rimandasse così immediatamente alla mia persona, ma, ahimé, “Circo Barni” funzionava come nient’altro e ho dovuto accettare! Ovviamente tengo a dire che ho voluto accettare, e l’ho fatto convintamente, perché ho sempre considerato Pratosfera un organo informativo di grande importanza per la nostra città, necessario, e volentieri cercherò di dare un contributo a che torni un punto di riferimento per tutti noi che Prato la abitiamo e la vogliamo vivere al meglio.

Vorrei iniziare questa rubrica con l’ultimo film di uno tra i più grandi registi francesi viventi, Arnaud Desplechin, uscito nelle sale italiane gli ultimi giorni dello scorso anno, sovrastato, inutile dirlo, dai fenomeni da botteghino del periodo natalizio. Il titolo originale è “Spectateurs!”, ma quello internazionale, per una volta – succede di rado – è assolutamente preferibile: “Filmlovers!”. E’ migliore perché è la traduzione inglese, al plurale, di uno dei termini francesi che hanno segnato l’esistenza di noi appassionati, “cinéphile”, ovvero cinefilo, amante del Cinema, e quindi rende molto meglio il grande amore che c’è nel film per la Settima Arte, perché questo è prima di tutto un film sulla Cinefilia, sull’amore smisurato per il Cinema, coltivato tramite la magia della sala buia, vissuta come casa, come porto sicuro, come luogo del “possibile” e racconta di come frequentarla sia ancora imprescindibile per tutti noi, di come sia insostituibile parlare dei film visti all’uscita di essa, di come questi ci possano cambiare la giornata o addirittura la vita intera. Segnalo assolutamente “Filmlovers!” come uno dei film più belli dell’ultimo periodo perché è un atto d’amore sincero, appassionato, a 130 anni esatti dalla prima proiezione pubblica (avvenne proprio il 28 dicembre 1895, a Parigi), un racconto complesso, allo stesso tempo una fiction, che ricostruisce il percorso di “filmlover” del regista, dalla fascinazione infantile grazie a “Fantomas”, agli anni universitari del cineforum, fino all’età adulta e all’esperienza cinematografica che lo segnò per sempre, la visione di “Shoah”, di Claude Lanzmann; è un film di montaggio e un film-saggio, che mette insieme tanti pezzi di pellicole del passato riflettendo esteticamente su di esse; ed infine è un film documentario, che riporta interviste del regista a spettatori comuni e a colleghi registi e cinefili; il tutto con grande eleganza e maestria narrativa. “Filmlovers!” è assolutamente merce rarissima: per i più grandi, specchio di quello che siamo stati e che non dovremmo dimenticare di essere; per i più giovani, una formidabile guida su come guardare il Cinema; per tutti coloro che lo amano, un esempio di come viverlo, come esperienza totalizzante e assoluta.
“Perché quando vado al cinema ho la sensazione di ricordare la mia vita?” chiede una ragazza ad una donna, “Se vai al cinema è la tua vita e i film che guardi diventano parte di essa“.
Se potete, recuperatelo, ma soprattutto vivetelo!

